Psicologia e nevrosi

le nevrosi secondo la psicologia analogica



Visto che la nevrosi si pone a noi dinanzi come un’entità aliena inquietante e minacciosa che invade la nostra casa (mente-corpo) assoggettandola, non possiamo in alcun modo cacciarla, come pretende la nostra farmacopea, senza prima aver sentito cosa ha da dirci e cosa vuole da noi. Essa reclama imperativamente la nostra e l’altrui attenzione tanto più se è acuta, terminale o di tipo cronico come, per esempio, le nevrosi che ci possono ossessionare e colpire senza preavviso alcuno.

Ma per capire "queste nevrosi" è prima necessario intenderne il linguaggio analogico con la quale riusciamo a capire perchè esse si generano e si manifestano in maniera dominante.

il linguaggio nevrotico analogico psicosomatico

Il linguaggio analogico della malattia psicosomatica, intesa come condizione in cui siamo gettati, è invero il linguaggio più antico del mondo, di cui la vita in tutte le sue innumerevoli forme è intessuta. È la lingua madre dei simboli, che a livello di coscienza è andata persa col processo d’incivilimento, ma che ancora oggi continua a parlarci in svariati modi e in ogni dove, compreso il dove che noi considerato più prezioso: il corpo. E guai se si fosse persa del tutto, perchè nel simbolo è inscritto il dialogo continuo tra individuo e società, archetipo e storia, ontogenesi e filogenesi, eredità e ambiente, identità e alterità. I sintomi emotivi, espressi con ogni forma di nevrosi in cui ne possiamo subire le conseguenze, sono vasti.

nevrosi e valenza semantica dei sintomi

La valenza semantica, di cui occorre tener conto se vogliamo capire fino in fondo la vita, è capire i segnali che il profondo della nostra mente invia verso l’esterno, con la quale essa si esprime a noi all’ambiente circostante.

movimenti psicolibidici e nevrosi

Nel linguaggio universale dei simboli, di cui il sintomo nevrotico si fa portavoce in maniera plausibile, ciò significa che sono in gioco due opposti movimenti psicolibidici, contraddittori tra loro: il primo, di tipo logico e conforme all’interpretazione razionale, assecondando gli aspetti logici ed emozionali connessi alle varie problematiche del vissuto di quel momento; il secondo movimento, invece, di tipo totalmente sconosciuto alla ragione, ma potentemente vincolato al lato psichico e oscuro della mente, cioè di tipo metapsichico.

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