Psicologia Analogica faq





Se vogliamo dare un significato alla psicologia "analogica" possiamo usare la metafora di un teatro nella quale viene interpretata da parte di attori la recitazione di una qualsiasi rappresentazione teatrale di qualche autore.

Ciò che lo spettatore che assiste alla commedia vede è: l'interpretazione "logica" del messaggio diretto che gli attori intendono comunicare.

Ma, tutto il lavoro che gli attori mettono in atto, diviene possibile attuarlo solamente tramite il lavoro nascosto che tutti gli addetti ai lavori del teatro mettono in opera — regista, scenografo, tecnico delle luci, costumista, e altri..

Tutto questo corollario di personaggi incollati alla recita degli attori principali è assolutamente necessario che esista al fine di permettere che la recita degli attori funzioni.

Ma questi addetti, non sono direttamente visibili al pubblico.

Quindi queste figure operative sono essenziali all'operato degli attori senza che questi siano direttamente conosciuti dal pubblico, cioè rimangono invisibili, sono: "analogici”.

Quindi se vogliamo rappresentare la "psicologia logica", la possiamo accomunare agli attori che interpretano una recita, avente un significato interpretativo logico. Rappresentiamo quindi la "psicologia analogica", negli addetti al lavoro.

Perciò:

  1. la "psicologia logica", (come gli attori), possiede un significato visivo, uditivo, cenestetico, conosciuto tramite la nostra razionale consapevolezza degli aspetti della vita.
  2. la "psicologia analogica", (come addetti al lavoro), non possiede un significato preciso in quanto si genera e costruisce adattandosi di volta in volta a quello che richiede lo svolgimento della recita finale, e rimane sempre invisibile a qualsiasi razionalità, ma esiste come parte primaria al buon funzionamento della psicologia logica.

Questo fatto, conduce a un preciso risultato: senza "psicologia analogica", non può esserci la "psicologia logica". La psicologia analogica è, essenzialmente, il motore, o meglio dire il burattinaio della psicologia logica.

cos’è il pensiero analogico?

Si definisce analogico quel pensiero che fa a meno delle parole. Benché in questo campo le definizioni siano ancora tutte da scrivere, per ritardi culturali che solo oggi si stanno superando, si può tentare una sistemazione teorica del seguente tipo. La conoscenza è rappresentazione. Le rappresentazioni si possono affidare a qualcosa che conserva somiglianza con l’oggetto del conoscere (ad esempio: l’immagine) o a qualcosa di più astratto che con l’oggetto del conoscere ha solo un rapporto convenzionale (ad esempio: la parola). Quando la realtà viene indagata con gli strumenti del pensiero mediati dalla parola, il logos, (o da altri strumenti astratti quali i numeri, le formule matematiche, ecc.) entriamo nel territorio controllato dalla “logica”. Viceversa siamo nel territorio dell’analogico.

Che possa esistere un pensiero analogico è sembrato finora una idiosincrasia per una cultura, quale quella occidentale, da sempre fondata sulla filosofia classica. Ancora oggi molte teorie, emerse soprattutto in ambito psicologico, guardano all’analogia come ad un processo logico di “sostituzione” o di “traslazione”. Ovvero, alcune caratteristiche sono più facilmente descrivibili e conoscibili ricorrendo ad un modello “analogico” che aiuta la mente a comprendere concetti diversamente di difficile assimilazione. Un esempio può essere la descrizione del funzionamento dell’atomo “come se fosse” un piccolo sistema solare, o il modo in cui molte religioni descrivono la vita dopo la morte in forme “analoghe” a quelle terrene.

In realtà il pensiero analogico è qualcosa di diverso: è soprattutto pensare per immagini. Ed è quanto abitualmente fanno gli artisti, in quanto sono come guidati automaticamente nel compiere il lavoro che "sentono dentro" di rappresentare. Da qui nasce una specificità che la cultura occidentale non ha mai pienamente inquadrato: un’immagine può essere descritta a parole, ma solo fino ad un certo punto. Oltre, le parole non hanno più senso, ma rimane qualcosa altro che solo l’immagine potrà direttamente comunicare.

serve conoscere la psicologia analogica?

Certo, perché senza conoscere cos'è, e come funziona la psicologia analogica (il lato oscuro della mente), all'interno della nostra mente e in quella di chi ci sta vicino, come i nostri compagni di vita, quali: coniuge, amante, amici, parenti e i nostri collaboratori nel lavoro, sarebbe come guidare a fari spenti nella notte, in una strada che ci conduce verso un baratro.

E quando si dice baratro, significa subire tutti quegli inganni nei vari contesti della vita, anche da parte di persone che conosciamo solo "logicamente".

 

Se desideri leggere la versione completa, puoi ordinare la versione cartacea di 350 pgg.

Il libro viene inviato contrassegno a 20 € + 3,70 € di spese postali